L’atteggiamento di Renzi verso il gioco

L’atteggiamento di Renzi verso il gioco

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Non vi è dubbio che al Governo Renzi vada riconosciuto di “andare avanti sempre e comunque” a dispetto di pareri contrastanti… ma in tutte le direzioni come su scuola, sulla legge elettorale ed altri argomenti mentre “frena” anzi diventa attendista quando si trova di fronte alle riforme relative al gioco pubblico. Perchè questo duplice atteggiamento?

Certamente, non fa presagire nulla di buono sopratutto quando si è detto che il gioco rappresenta un tema non rilevante rispetto agli altri argomenti affrontati dal Governo: la riforma del comparto del gioco doveva essere una ristrutturazione generale che toccava anche un pezzo di società. Poteva essere uno strumento per avvicinare gioco e cittadinanza, quindi un epocale cambio di mentalità per dar fine alla persecuzione, sia mediatica che sociale, che il mondo del gioco ha dovuto subire da qualche anno a questa parte. Non poteva essere un tema di “minor importanza” quando lo stesso comprende la sicurezza del territorio, la salute dei cittadini ed una più equa e ragionata distribuzione del prodotto.

Il Far West in cui il mondo-gioco si è trovato, suo malgrado, a cercare di vivere è dipeso dalla “non presa di posizione” del Governo nei confronti delle città, dei comuni e delle Regioni che hanno emesso regolamenti e norme che hanno ristretto il raggio di azione delle aziende di gioco lecite, ne hanno limitato l’attività (che si voleva svolgere anche con le concessioni rilasciate proprio dallo stesso Stato), portato una parte di giocatori verso il gioco illegale con i vari rischi che questo settore può comportare.

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