Il lavoro di vigilanza dello Stato nei confronti del gioco

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Il lavoro di vigilanza dello Stato nei confronti del gioco

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Chi vuole metterci sempre un sospetto od una piccola punta di cattiveria (forse gratuita) potrebbe dire che sì, è vero che lo Stato controlla il mondo del gioco d’azzardo, ma indubbiamente con interessi reconditi per salvaguardare il “suo orticello” da cui può ricavare “verdura fresca” in tutte le stagioni!

Però queste “brutte” osservazioni cozzano contro i dati della Guardia di Finanza e delle altre Forze di Polizia, della Siae, della Sogei: nel corso di quest’anno, sino alla fine del mese di ottobre, sono stati effettuati oltre 40mila controlli su una rete terrestre che conta la presenza di circa 100mila esercizi.

Si può dire che l’attenzione sia attentissima sulla rete fisica, mentre qualcosa in più, data la difficoltà maggiore, riguarda la rete online. Quest’ultimo settore espone il giocatore a qualche rischio, ma anche a possibilità di gioco più protetto e controllato.

Ruolo importantissimo nei controlli che vengono effettuati da parte dello Stato, sarà l’accordo internazionale firmato a Bruxelles alla fine del mese di novembre con il quale si potranno scambiare informazioni sui vari operatori per aumentare la protezione degli utenti, particolarmente dei minori che è il settore che va più seguito.

Questo accordo è già stato firmato da venti Stati membri e comprenderà anche scambi relativi alle migliori pratiche amministrative: un notevole impegno ed un grosso passo avanti per la tranquillità dei giocatori.

Bisogna anche considerare che l’Esecutivo ha già indicato una strada “non proibizionista”, ma restrittiva ed anche gli operatori del gioco si rendono conto dei rischi di una troppa presenza di apparecchiature.

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