I Sindacati dei Casinò devono essere chiaroveggenti

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I Sindacati dei Casinò devono essere chiaroveggenti

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I Sindacati sono un organo importante in tutte le categorie e la frammentazione sindacale, inequivocabilmente, rappresenta la democrazia ed anche la pluralità di idee: certamente, non esiste un proporzionalismo perfetto, però, esiste il principio cardine della democrazia che è quello di rappresentare le opinioni di tutti in modo che si possa governare in modo efficace e che tutti siano rappresentati, senza distinzione. Questo succede in linea generale: nel settore dei casinò italiani i sindacati sono forti e, sopratutto, hanno saputo imporsi e spuntare accordi vantaggiosi per i lavoratori pur essendo un settore sempre “prorompente” e sempre problematico.

Oltre a questo “successo” generale del settore, anche a causa dell’assenza di un contratto collettivo nazionale di lavoro, ogni casa da gioco del nostro territorio ha una “variegata rappresentanza sindacale” che rispecchia, giocoforza, anche le località e dell’ambiente che le ospita. Indubbiamente, ogni casa da gioco ha delle esigenze particolari: per esempio Venezia ha in progetto, ancora preliminare, di riorganizzare il poker che ormai da tempo “langue” e non riesce ad emergere in proporzione agli altri giochi, ed invece Sanremo vorrebbe avere un tavolo separato di trattativa , di conseguenza, le relazioni sindacali tra i quattro casinò non sono di facile realizzazione.

E, nello stesso tempo, le società di gestione devono fare i conti con le tante, tantissime esigenze, che possono rallentare od addirittura modificare i programmi. Insomma non è facile stabilire se il Casinò di Sanremo ha diritto ad avere quattro tavoli di trattativa per discutere il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, né se è una buona idea che il Casinò di Venezia affidi a terzi la gestione del poker cash, ma quello che sarebbe più interessante capire è che nel delicato rapporto “a tre” tra proprietà, gestione e sindacati, tutti hanno la stessa responsabilità: quella di arrivare ad una “vittoria finale” della casa da gioco, ossia avere aziende sane ed in grado di avere bilanci “favorevoli”.

È ovvio che il risultato “favorevole” non dipende solo dall’accordo del “delicato rapporto a tre” specificato più sopra, ma anche e sopratutto dagli incassi, dal management, dalla creatività e dagli accordi interni che rendono tutto più scorrevole e soddisfacente. Bisogna, senza ombra di dubbio dire, che fermo restando quanto i sindacati hanno fatto negli ultimi anni, il loro ruolo è effettivamente strategico e deve anche essere “futuristico” per prevedere l’andamento delle case da gioco in generale, valutare l’andamento di ognuna di esse ed il possibile cammino che possono effettuare.

Bisogna anche tenere conto che il nostro ordinamento consente ai sindacati ampie prerogative particolari e, sempre lo stesso ordinamento, permette che i diritti dei lavoratori siano più tutelati qui che altrove anche rispetto a Paesi vicini. Ovviamente, se tra i sindacati di categoria si imposteranno discussioni serene, prive di qualsiasi pregiudizio e, sopratutto, se vi saranno posizioni non solo mirate al “proprio orticello”, ma ad un andamento generale che possa portare bene avanti tutte le aziende seguite ed, eventualmente, studiare eventuali malanni, magari anche comuni, ed intervenire con dovizia, si potranno raggiungere con più facilità obbiettivi comuni in modo positivo e questo porterebbe ad agire in modo snello ed efficiente, ma indubbiamente anche in modo intelligente.

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