Continua la guerra per la tassa alle slot machine

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Continua la guerra per la tassa alle slot machine

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Che sia di questo anno o dell’anno scorso, la Legge di Stabilità, per quanto attiene il mondo del gioco, farà discutere ancora per un bel po’. Relativamente a quella dello scorso anno che comminava la “famigerata tassa dei 500 milioni” per i gestori delle apparecchiature da intrattenimento, suddivise per “responsabilità” si può “solo” dire che sono oltre 400 i ricorsi che i gestori stessi hanno presentato al Tribunale Civile di Roma contro i concessionari che gestiscono la rete delle slot rispetto al contributo da questi ultimi richiesto in rispetto della Legge di Stabilità 2015. In questi giorni vi è stata una prima udienza nel corso della quale i legali dei gestori hanno denunciato condotte “anti-concorrenziali” dei concessionari oltre una serie di abusi da questa “parte” che si ritiene assolutamente dominante.

Il numero dei ricorsi è destinato a salire in modo esponenziale dato che i gestori “non ci stanno” a subire da parte di alcune società concessionarie una sorta di “abuso di potere” e non intendono corrispondere a quanto richiesto. Certamente “l’unione fa la forza” e la conseguenza logica sarà che mano a mano il percorso verrà seguito da tanti altri gestori che “vogliono farsi rispettare” e non soggiacere alla condotta poco corretta espressa nei loro confronti. Le “cose” stanno pressapoco così: alcune segnalazioni pervenute dai concessionari ai Monopoli di Stato hanno confermat che sarebbero circa mille gli operatori che non avrebbero assolto completamente il versamento del contribuito previsto dalla legge e, di conseguenza, i Monopoli sono stati costretti ad inoltrare i nominativi alla Procura ed alla Corte dei Conti.

Tra le segnalazioni dei Monopoli di Stato esistono soggetti che proprio non hanno versato nulla ai concessionari ed invece altri che hanno versato una parte del contributo dovuto, ritenendo quella la parte congrua rispetto alla propria attiività. Sicuramente un gran bel pasticcio da districare e per il quale ci vorrà del gran tempo da mettere a disposizione perché saranno pendenze che si trascineranno. Per essere proprio chiari sugli atteggiamenti dei “due schieramenti” bisognerebbe anche sottolineare che i concessionari sarebbero “rei” di aver proposte nuove di rinegoziazione dei contratti, come previsto peraltro dalla norma di legge che, come ormai tutti conoscono, imponeva il versamento di un contributo di 500 milioni per mano dei concessionari.

Questo contributo avrebbe dovuto essere effettuato dagli stessi concessionari, ma per conto dell’intera filiera sulla quale veniva prevista una sorta di ripartizione tra i diversi soggetti che avrebbe dovuto avvenire, a parere dei Monopoli di Stato, a seguito di una negoziazione tra concessionari, gestori ed esercenti. Il Tribunale a seguito dei ricorsi presentati ha concesso venti giorni di tempo alle controparti per replicare prima di decidere se proseguire o meno con l’emissione della decisione definitiva.

A favore dei gestori si può avanzare l’ipotesi che la norma sul contributo previsto della nota Legge di Stabilità del 2015 è ancora in attesa di un parere e della pronuncia da parte della Corte Costituzionale in seguito al rinvio disposto dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che contestava particolarmente i criteri e le modalità di ripartizione della tassa in capo ai vari singoli soggetti della filiera del gioco.

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