Casinò: Ecco il contratto collettivo di lavoro

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Casinò: Ecco il contratto collettivo di lavoro

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Sarà un traguardo raggiunto oppure una sconfitta per i dipendenti dei quattro casinò italiani l’approvazione della bozza del contratto collettivo nazionale di lavoro? Il consiglio direttivo di Federgioco ha approvato definitivamente la bozza in un testo che si avvicin a quello degli anni Novanta e che considera le osservazioni di quei sindacati che sino all’ultimo sono rimasti seduti al tavolo dell’accordo con l’associazione aderente alla Fipe-Confcommerchio e che rappresenta le case da gioco.

Ormai è una prassi consolidata che alla contrattazione nazionale ne segua una di secondo livello, ossia territoriale/aziendale e le relazioni industriali/sindacali in Italia sono sempre più orientate verso questa direzione. Decisamente anomalo è che il contratto nazionale sia stato sottoscritto solo dalla parte datoriale e non dai sindacati anche se detto contratto non sarà di fatto immediatamente applicabile alle singole aziende.

La parola, come affermato da Vittorio Ravà -Presidente di Federgioco- spetterà alle singole aziende alle quali verrà inviato il testo: saranno di conseguenza i consigli di amministrazione a decidere come e se applicare il contratto concertando delle trattative su base aziendale.

Il dubbio se il contratto verrà applicato in ogni caso permane e non è certamente una cosa positiva, come pure l’incertezza di aver effettivamente raggiunto l’obbiettivo prefissato, cioè dotarsi di uno “strumento a valenza istituzionale” nei confronti di un mondo politico che sembra abbastanza lontano e disinteressato alle problematiche del gioco e dei casinò e, sopratutto, avere in pugno uno strumento per affrontare la crisi che pervade tutti e quattro i casinò, chi più e chi meno.

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